Storie di laureati in Gestione delle Politiche, dei Servizi Sociali e della Mediazione Interculturale

Uniamo, il blog che racconta eventi, persone e progetti legati all’Università di Urbino, ha pubblicato l’intervista a Anna Maurizi, laureata in Gestione delle Politiche, dei Servizi Sociali e della Mediazione Interculturale.

Nell’intervista Anna racconta la sua esperienza nel corso di laurea, il suo tirocinio, i suoi sogni e obiettivi professionali.

Ecco un paio di passaggi dall’intervista.

Il punto di forza n° 1 di questa magistrale.

L’Università italiana vive di forti contraddizioni che però a Urbino sono meno marcate che in altri Atenei. Quindi, il maggiore punto di forza della Scuola di Scienze Politiche e Sociali è il suo essere sui generis. Non avalla, ad esempio, la competizione, non funziona da “esamificio”, ma dà agli studenti la possibilità di fare al suo interno un percorso didattico e di vita attivo.

I professori ci incoraggiano a metterci in discussione, a creare sinergie, a stare in relazione con studenti di altri corsi di laurea e Scuole che abbiano prospettive metodologiche diverse e punti di vista differenti. Con un obiettivo preciso, quello di costruire un sapere critico multidisciplinare che ci consenta di interpretare la complessità del reale e, in essa, di agire concretamente e con responsabilità.

Hai citato l’esperienza del tirocinio. Ce ne parli?

Durante la magistrale ho svolto due tirocini. Uno in Piemonte all’interno di una struttura riabilitativa che si occupa di disturbi del comportamento alimentare – un argomento in linea con quello che poi ho studiato per la tesi – l’altro nell’ambito del Settore Servizi Sociali del Comune di Fossombrone. Entrambe sono state esperienze interessanti che mi hanno fatto sentire parte integrante del processo di definizione e creazione dei progetti di ricerca ai quali ho lavorato.

In generale, il tirocinio ci consente di stare sul campo, di entrare nelle situazioni di marginalità sociale, di disagio abitativo, di precarizzazione del lavoro, di mediazione interculturale ecc. e di svolgere attività operative di tipo gestionale e di progettazione sociale. Le stesse con le quali ci confronteremo una volta entrati nel mondo del lavoro.

Leggi qui tutta l’intervista

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